DELLA vendita della vecchia colonia Di Donato e dell’ex discoteca Seven Up sarà investita anche la Corte dei Conti. Gli esponenti del Pd di Formia lo hanno annunciato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa nella quale sono stati spiegati i motivi che li hanno spinti ad impugnare davanti al Tar la delibera con la uale l’amministrazione comunale ha deciso di alienare queste due strutture.«Non ci fermeremo al ricorso - ha anticipato, infatti, Francesco Carta -, stiamo interessando altre istituzioni della questione ». D’altro canto, se il ricorso dovesse essere accolto, anche il bilancio di previsione 2009 del Comune rischia di saltare. Nel documento di programmazione finanziaria, infatti, sono già state inserite le voci in entrate relative al Seven Up per un totale di un milione di euro ed all’ex colonia di circa tre milioni. L’amministrazione ha tempo fino a maggio per trovare altre risorse e compensare eventualmente quel «buco» che si verrebbe a creare senza quelle risorse. Contemporaneamente al ricorso è stata presentata anche istanza di sospensiva per bloccare le procedure, in attesa della decisione del Tribunale amministrativo regionale.
Ieri gli avvocati Rosaria Battaglia e Marco Tomassi, che insieme a Giuseppe Bortone e Gianluca Giattino hanno redatto il ricorso, ne hanno illustrato le motivazioni. In primis l’incostituzionalità della legge in base alla quale è stato redatto l’elenco dei beni comunali da alienare. Poi la competenza, trattandosi di una delibera di giunta, e la questione del vincolo della Di Donato che è una struttura destinata ai servizi sociali. Altre iniziative si stanno portando avanti per fermare l’iter per la vendita di questi due beni. E’ partita infatti la raccolta firme per chiedere all’amministrazione comunale di indire un referendum consultivo sulla vicenda. Al momento sono già 500 i cittadini che hanno sottoscritto la petizione. «Sono sicura - ha concluso Ada Filosa, coordinatrice cittadina del Pd - che in breve raggiungeremo le 2000 necessarie per la consultazione popolare».
Mariantonietta De Meo da Latina Oggi del 26/02/2010