Voglio porre a confronto la storia di due strutture, quella sportiva costruita dalla Provincia in località S.Pietro e quella teatrale e per il tempo libero costruita dal Comune in via Olivastro Spaventola.
La Provincia di Latina, con una delibera del 1999 ( Presidente Martella ) decise di realizzare alcune strutture sportive sul territorio provinciale, chiedendo ai comuni la disponibilità di aree, per riaffidarle una volta realizzate alla gestione comunale.
Cosi è andata, per esempio, per Sezze, Sperlonga e altri comuni.
Per Formia le cose sono andate diversamente. Dopo aver ottenuto la disponibilità del terreno,in località S.Pietro e di proprietà comunale ( fu la mia amministrazione a concederlo, sapendo ovviamente che sarebbe tornato alla disponibilità del comune) il Consiglio Provinciale nel 2007 ha modificato il proprio regolamento per l’assegnazione delle strutture, escludendo dal bando di assegnazione delle stesse il Comune di Formia cui è stato vietato anche di partecipare al bando.
Un atto di grave scorrettezza istituzionale e amministrativa finalizzato ad assegnare la struttura di S.Pietro ( CON UN BANDO CONCEPITO A CAVALLO DI FERRAGOSTO ) come poi è regolarmente avvenuto, agli amici degli amici. Oggi quella struttura è totalmente privatizzata,le associazioni e le società sportive pagano per utilizzarla,un partito politico la usa per i suoi eventi elettorali.
La struttura di via Olivastro Spaventola nasce da un finanziamento regionale della giunta Marrazzo, per la realizzazione di una struttura polivalente.
Inizialmente ubicata nella realtà di Penitro,si decise il suo spostamento perché a Penitro già esisteva una struttura sportiva ( quelle gestita dall’attuale assessore Pecorino costruita anch’essa dalla precedente amministrazione ); contemporaneamente sempre la precedente amministrazione ,che stava costruendo un impianto sportivo poi realizzato e funzionante nella realtà di Maranola,ritenne opportuno privilegiare un impianto per il teatro e il tempo libero a disposizione delle associazioni attive sul territorio, delle scuole e dell’intera città .Fu prodotto un bando di assegnazione che prevedeva tutte le cose suddette e la struttura venne assegnata al collettivo teatrale B. Brecht.
La struttura è ferma da quasi tre anni e l’altro ieri la Commissione cultura decide di invitare la stampa per un sopralluogo, facendo trovare la struttura vuota e adducendo motivazioni risibili per giustificarne la non attività. Tra l’altro, nascondendo alla stampa che ci sono oltre 70.000 euro di attrezzature chiuse nei depositi comunali e che l’intera struttura è costata poco più di 600.000 euro, spese di progettazione comprese ( se non sbaglio 14.000 euro ) : il tutto costa meno della terza parte della sola progettazione del Cimitero degli Archi.
Questi sono i fatti cosi come sono andati per le due strutture in oggetto. Per quanto riguarda il Teatro Remigio Paone, onde evitare che si faccia confusione,ne parlerò prossimamente, anche questa volta carte alla mano.
Un’ultima riflessione: l’assessore La Mura vuole attivare la corte dei conti per sapere se sono stati compiuti atti non conformi alla norma che prefigurano un danno erariale: proceda speditamente, perché la città ha bisogno di sapere. Per ora la città vede solo il livello culturale cui è stata ridotta : con i teatri chiusi, le sale comunali a pagamento vuote, le associazioni sempre più in difficoltà.
Ci piace immaginare che un Assessore alla Cultura più che dedicarsi ai” vuoti” si occupi dei” pieni”; tanto più che di tutti questi contenitori culturali e per il tempo libero nessuno, ma proprio nessuno è stato realizzato dalla amministrazione cui appartiene.