Il 58 % dei cittadini formiani si è espresso a favore della RI-PUBBLICIZZAZIONE dell’acqua.Il 4% in più della media nazionale, l’1,5% in più di quella provinciale.
Non avevamo dubbi sulla vittoria del quesito referendario . Acqualatina ha mostrato con fin troppo evidenza quanto possa essere speculativa la gestione privata di un servizio essenziale come l’acqua.
Dispiace che le delibere per fuoriuscire da Acqua latina,che avevamo votato nel nostro ultimo mandato amministrativo,siano state ritirate dall’amministrazione di centrodestra. Evidentemente, a loro piace l’acqua privatizzata.
In pochi hanno tuttavia sottolineato che l’abrogazione del decreto Ronchi riapre la partita anche sul fronte dei RIFIUTI : grazie alla vittoria referendaria da oggi è possibile evitare la privatizzazione forzata del servizio di igiene urbana.
Le intenzioni dell’amministrazione Forte, per quanto non dichiarate,sono chiare: mettere all’asta uno dei servizi più importanti e redditizi della città.
L’affidamento a un privato della gestione dei rifiuti presenta le stesse condizioni di speculazione della privatizzazione dell’acqua : la richiesta di profitti assicurati da parte del gestore,la precarizzazione dei rapporti di lavoro e scarsi investimenti per migliorare il servizio.
Inoltre,la privatizzazione dei rifiuti incorre in altri due pesantissimi rischi : il primo è quello della infiltrazione malavitosa, che vede i rifiuti nel basso Lazio come una occasione privilegiata di business. Il secondo è che un privato non ha una visione strategica su come va gestita tutta la filiera del servizio, che oltre alla raccolta e allo spazzamento, prevede lo smaltimento e il commercio dei prodotti riciclati.
Per questo motivo la nostra amministrazione aveva costituito la Golfo Ambiente. Una società a totale capitale pubblico,controllata dal Consiglio Comunale,il cui compito sarebbe stato quello di gestire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti,reperire i finanziamenti dalla Regione Lazio per aumentare le strutture di riciclaggio nel sud della provincia,aprire alle città limitrofe la possibilità di cogestire il servizio.
L’amministrazione Forte, con una cecità che ha rasentato la brutalità, sciolse la società prima che potesse diventare attiva,adducendo come scusa che pesava sul bilancio l’affitto della sede salvo poi, a più di due anni dallo scioglimento,continuare a pagare quella stessa sede per ospitare, in modo assolutamente poco dignitoso, i servizi sociali comunali, con la gente in attesa per strada e nessuna tutela della privacy.
Inoltre , la Golfo Ambiente avrebbe potuto gestire i tributi comunali che, come è a tutti noto, sono stati dati in appalto a privati.
Ci piacerebbe che, dopo il voto referendario,la Giunta e il Consiglio riflettessero più attentamente sulla decisioni da assumere.
Continuare a sostenere Acqualatina, svendere il servizio di gestione dei rifiuti compromette il futuro della nostra città.
Ma se fino ad oggi si poteva sbagliare appoggiandosi a talune leggi, il referendum ne ha fatto piazza pulita e perseverare nell’errore sarebbe diabolico.
Pertanto si torni in Consiglio Comunale con due delibere : una per ricostituire la Golfo Ambiente,l’altra per de privatizzare il servizio idrico.
L’attuale maggioranza non ha neanche bisogno di scervellarsi a scriverle,perche sono state già scritte e da loro scioccamente revocate.
Sarebbero le prime due azioni sensate dopo oltre tre anni di improvvisazione.
CLAUDIO MARCIANO , Già Assessore all’Ambiente
SANDRO BARTOLOMEO ,già Sindaco
della città di Formia