Stamane il Sindaco di Gaeta, il dott. Raimondi, ha giustamente rivendicato la localizzazione del Policlinico del Golfo nella città di Gaeta, offrendo un suolo di proprietà pubblica attiguo all’attuale ospedale.Per comprendere questa posizione occorre fare un passo in dietro.
Circa tre anni fa il Consiglio Comunale di Formia approvò la localizzazione del Policlinico nell’area dell’ex-Enaoli, di proprietà della Regione Lazio.
A tale decisione si pervenne dopo una concertazione con i Sindaci del comprensorio , in particolare Minturno e Gaeta.
Si ritenne , da parte di tutti , che l’area individuata offrisse le migliori garanzie per la realizzazione di una struttura di tale importanza.
L’ex Enaoli infatti offre una facile accessibilità stradale ( via Appia,Superstrada, ex- Sparanise), è lambita dalla ferrovia Roma-Napoli ( è prevista la realizzazione della stazione di Formia 2 ),è completamente pianeggiante e priva di particolare valore ambientale,è di proprietà pubblica.
Sono state queste le argomentazioni che ci hanno convinto,allora come oggi, che l’area prescelta fosse la migliore possibile.
La Regione Lazio ha già l’apposita variante, se ci fossero i fondi si potrebbe cominciare domattina.
L’improvviso cambio di rotta annunciato da Michele Forte riapre tutti gli scenari,allunga enormemente i tempi di realizzazione ( si riparte, ovviamente ,da zero ),spariglia il tavolo dei Sindaci del Golfo.
Certo, appare ridicolo alla luce elle dichiarazioni attuali,i il convegno sulla Città del G olfo : tavolo di programmazione comune, obiettivi comuni,concertazione. Alla prima occasione, su un ARGOMENTO DI IMPORTANZA STRAORDINARIA PER IL NOSTRO COMPRENSORIO, Michele Forte fa il solista e decide per tutti,mostrando che quelle fatte erano solamente chiacchiere e niente più.
E che si aspettava, che i lSindaco di Gaeta gli dicesse : bene,bravo, vai avanti?
Ancora più preoc cupante è la nuova localizzazione proposta: in salita anch’essa, come il cimitero agli Archi,in piena area agricola occupata da migliaia di piante di ulivo,senza alcuna connessione infrastrutturale con il ferro, con raccordi stradali da realizzare, con 10 ettari di territorio da espropriare e una miriade di possibili contenziosi cui far fronte .
Le argomentazioni a sostegno sono: l’Enaoli è una zona umida e poi c’è il depuratore.
La prima argomentazione mi sembra detta tanto per dire, non è suffragata da nessun argomento scientifico, ma neanche dal buon senso comune.
La seconda argomentazione, quella del depuratore, potrebbe avere qualche rilievo se non fosse già stata sottoposta agli organi competenti che hanno chiesto, ovviamente, il rispetto delle distanze prevista dalla
normativa vigente. E poi, forse questo a Michele Forte è poco noto, un Ospedale di questa dimensione deve avere un depuratore dedicato: alcuni li costruiscono a fianco, altri sotto l’importante che siano a norma, perché un depuratore non è una centrale nucleare nè un inceneritore per i rifiuti ( ambedue strutture per le quali Michele Forte non si pone alcun problema, non avendo mai manifestato alcun dissenso sulla loro realizzazione nella nostra Provincia )
M allora,m perché lui si ostina a proporre sempre e solo l’area di Mergataro- Farano per opere pubbliche così impattive? Quale logica sottende queste scelte?
Il tempo si incaricherà di chiarire questo aspetto: al momento è legittimo pensare che, localizzandovi le due grandi strutture, questa area agricola non avrà più alcun significato e si potranno aprire ulteriori e altrettanto preoccupanti spazi di sfruttamento intensivo del territorio, questa volta per fini speculativi.
Certo, qualche dubbio potrebbe togliercelo l’Arch. Purini, che a detta di Michele Forte è in dirittura d’arrivo con un PRG che, al momento, conosce solo lui ( e forse Purini stesso ).
Il prof Purini lo abbiamo chiamato in causa più volte, sperando in una sua risposta: silenzio su tutto.
Nel dubbio che non legga la stampa provinciale,glii inviamo per mail questa ulteriore nota, che siamo certi solleciterà in lui una qualche riflessione .Almeno lo speriamo, visto che non lo paga Michele Forte di tasca sua ma l’intera città di Formia.
SANDRO BARTOLOMEO E LUIGI DE SANTIS
GRUPPO CONSILIARE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI FORMIA