16 gennaio 2011

Una Città del Golfo finita in.......Carnevale

Aveva suscitato grandi speranze il convegno sulla Città del Golfo che si è tenuto a Formia dopo l’insediamento del nuovo Presidente della giunta regionale Renata Polverini.

Nessuno disconosce la necessità di politiche comprensoriali, è addirittura banale affermarlo.

E’ sicuramente più difficile perseguirle, specie quando si viene meno agli impegni e i programmi restano solo vuote affermazioni propagandistiche.

Vogliamo portare tre esempi:

LA RIAPERTURA DELLA LINEA FERROVIARIA GAETA-FORMIA, il vecchio progetto della littorina

Insieme al Sindaco Raimondi, con un finanziamento di ulteriori 21 milioni di euro della giunta Marrazzo, con i lavori di sistemazione già avviati e in parte conclusi, eravamo convinti di aver centrato un importante obiettivo per la mobilità nel Golfo di Gaeta.

I lavori sono fermi, i 21 milioni non ci sono più, qualcuno può spiegare cosa è accaduto nel frattempo?

La riapertura della tratta ferroviaria era strategica anche funzione del Policlinico del Golfo all’ex - Enaoli; certo , collocandolo altrove il ferro non serve più, all’ospedale a Farano si potrà accedere solo in auto.

La Regione, su tale argomento, tace. Il Comune di Formia, impegnato com’è a ricollocare Ospedali e Cimiteri, ha altro da fare.

Si rischia,purtroppo, che tale questione interessi solo Gaeta, come se i problemi della portualità commerciale e del movimento merci, della mobilità sul nostro territorio fossero questioni secondarie.

LA PEDEMONTAMA DI FORMIA E’ IL SECONDO,EMBLEMATICO ESEMPIO DELLA FALLIMENTARE POLITICA DI SOLUZIONE DEI PROBLEMI DEL COMPRENSORIO

Sono ormai passati più di dieci anni dalla soppressione dell’UNICO PROGETTO che sia stato mai approvato,finanziato e cantierato di strada Pedemontana.

180 miliardi di vecchie lire sparite e destinate ad altre opere, mille promesse da parte dell’Anas e nessuna mantenuta,della nuova Pedemontana di Michele Forte resta ormai solo un drappo sdrucito e penzolante sulla recinzione del Parcheggio Multipiano di Piazzale Aldo Moro, affisso lì trionfalmente un anno fa, giusto un mese prima delle elezioni Regionali.

Ancora una dimostrazione, se ancora servisse ricordarlo, che quando con un capriccio politico ( dettato spesso da considerazioni più rancorose che obiettive ) si abroga il lavoro fatto in precedenza poi occorre ricominciare da capo; intercettando caso mai una crisi economica che ci priva delle risorse necessarie e non ci permetterà, per almeno altri dieci anni, di mettere mano al by-pass di Formia.

E’ così difficile capire che si deve progettare una strada che costi un terzo di quella attuale, che passi in viadotto, che risparmi le sorgenti di Formia?

LA NUOVA LOCALIZZAZIONE DEL POLICLINICO DEL GOLFO,TERZO ESEMPIO DELLA NOSTRA RIFLESSIONE,E’ LA DIMOSTRAZIONE PIU ECLATANTE DELLA DELEGITTIMAZIONE DI QUALSIVOGLIA POLITICA DI SVILUPPO COMPRENSORIALE.

Senza consultare nessuno,buttando a mare un lavoro di anni dei Comuni del Golfo e della Regione Lazio,si sposta la localizzazione dell’ospedale in un luogo inadeguato, servito esclusivamente dalla superstrada Formia - Cassino, senza collegamento su ferro, senza viabilità secondaria ( la strada Sparanise - Gaeta),allontanandolo per oltre di 1 km dall’ Appia.

Non è difficile immaginare che il Policlinico del Golfo faccia la fine della Pedemontana e delle Ferrovia Gaeta - Formia: cumuli di carte, opere lasciate a metà,enormi problemi dei cittadini lasciati irrisolti.

Nel frattempo, sulla strada Formia Gaeta continua a morire gente che deve raggiungere la Stazione di Formia per andare al lavoro, che deve usare il motorino alle cinque di mattina perché non saprebbe dove parcheggiare la macchina.

Molti malati gravi vengono giornalmente trasferiti verso gli ospedali romani perche i nostri ospedali non sono in grado di curarli, con tutti i rischi che questo comporta.

Questa è la vita quotidiana nel Golfo di Gaeta, e lo sarà ancora per molti anni.

Possiamo sempre consolarci con il Carnevale, che quest’anno vedrà insieme i comuni di Formia, Castelforte e SS Cosma e Damiano.

Come avvio per una politica di comprensorio non si poteva desiderare di meglio.

SANDRO BARTOLOMEO E LUIGI DE SANTIS

CONSIGLIERII COMUNALI DEL PARTITO DEMOCRATICO