7 febbraio 2011

In ricordo del Prof. Giovanni Bollea

Era una persona particolare, il prof. Bollea.

Severo e rigoroso, generoso e accogliente.

Questa combinazione di caratteri faceva di lui una persona straordinaria: gli permetteva di capire la clinica mai disgiunta dalla comprensione del dolore dei genitori e dalla necessità di agire.

Quando visitava un bambino, anche nelle situazioni più gravi e disperate, sapeva motivare i genitori, che uscivano dai colloqui con lui come rinati: eccezionale capacità persuasiva unita al rigore dell’impegno nella riabilitazione e nella educazione.

Io credo che ciò accadesse perché il prof. Bollea aveva una fiducia smisurata dei bambini e delle loro madri.

Con una espressione felicissima e profonda affermava che “ LE MADRI CREANO LA MENTE DEL BAMBINO”: chi ha esperienza nel nostro lavoro, sa che ciò è profondamente vero e che quando questo compito fallisce nella vita delle persone si creano vuoti, depressioni, disadattamento.

Insieme a questa dimensione strettamente psicologica, Bollea aveva in gran conto la dimensione educativa, che riteneva l’altro grande asse a supporto di uno sviluppo equilibrato. La scuola, fin dai primi anni di vita, gli ambienti ricreativi rappresentavano per lui un terreno terapeutico, inteso nel senso più pieno del termine.

Partendo da questi presupposti, inventò cinquanta anni fa la neuropsichiatria infantile italiana , rifiutando modelli settoriali ma credendo fino in fondo a una disciplina unica, che tenesse insieme il bambino nella totalità dei suoi bisogni.

Chiunque abbia lavorato con lui, che abbia ascoltato le sue straordinarie lezioni e seminari si riconosce in queste caratteristiche.

Tanti anni fa, alla fine degli anni novanta, lo invitai a Formia per una lezione magistrale sull’inserimento scolastico dei bambini disabili.

Fu per me una emozione profonda presentarlo in una sala convegni, quella del Coni, che non ho mai più visto così affollata. Alla fine dell’incontro mi disse che fare il Sindaco per un neuropsichiatra Infantile era più semplice, perchè ti devi in fondo occupare delle stesse cose: I servizi sociali e assistenziali, l’ambiente, l’educazione, la vita ricreativa e culturale.

Con il prof. Bollea scompare, oltre che un eminente studioso e clinico, un grande italiano: un luminoso esempio per questi tempi bui e volgari, un punto di riferimento per le giovani generazioni.