E' questa la preoccupazione espressa nell'incontro tra i Sindaci del comprensorio del Golfo e l'assessore all'urbanistica della Regione Ciocchetti.
Nelle nostre terre c'è troppo panorama e troppi rischi idrogeologici (frane, crolli, inondazioni, etc). Visto che non si possono eliminare, ma sono d'impaccio a un’edilizia più svelta e disinvolta, si dovrà pensare a qualche provvedimento di legge che li aggiri e li renda meno efficaci.
Mi sembra una posizione terribile e rischiosa per il territorio: il panorama è la nostra ricchezza, da molte migliaia di anni, certamente dai tempi della presenza di Cicerone a Formia, che non avrebbe costruito qui la sua villa se il panorama ( insieme ad altre caratteristiche) non fosse stato così attraente.
Lo stesso rischio idrogeologico di questo territorio non sarebbe tale se, negli anni, non si fosse costruito intensamente in collina e alle falde delle nostra splendide montagne.
Riteniamo perciò, convinti di incontrare il favore e la condivisione di migliaia di concittadini, che la città abbia pagato a sufficienza scelte urbanistiche sbagliate, edilizia abusiva, compromissione di ambienti naturali di rara bellezza.
Adesso si vuole rimettere mano al territorio, nel senso più negativo del termine. Le prime avvisaglie sono state la nuova proposta di localizzazione del Cimitero e la nuova localizzazione del Policlinico del Golfo: decine di ettari di uliveto andrebbero in fumo per due opere che si possono realizzare, addirittura a costi inferiori, senza abbattere un solo albero nella nostra città.
Chi deve vigilare a che tutto questo non avvenga?
Può il Consiglio Comunale, quando verrà convocato, decidere in spregio a qualsiasi logica soluzione e avallare la sistematica distruzione del territorio?
Non ci aspettiamo molto dai cosiddetti esperti che, forse per offrire una copertura culturale allo scempio del cimitero Archi - Campese, progettano una ACRO-NECROPOLI alle falde della collina: se non fosse inverosimile e ridicola, una proposta del genere sarebbe tragica.
Riteniamo invece che ci possa essere una forte risposta della pubblica opinione, che decida di scendere in campo per difendere la propria città.
C'E' IN BALLO L'IDENTITA' STESSA DI FORMIA: colpire al cuore l'ultima area agricola rimasta significa trasformare la città in un corpo senza tronco, con degli arti esili e fragili ( la montagna e il mare) e una testa che più che pensare a proteggerla l'attacca nei suoi punti di forza ( il panorama e le toglie le difese e i vincoli).
IN CONCLUSIONE: non avevamo dubbi che la vera vocazione di questa maggioranza sarebbe tornata ad essere l'edilizia senza regole. Per realizzare il progetto, hanno bisogno dell'aiuto della Regione, che deve allentare i vincoli protettivi. Se questo è il piano, l'opposizione dovrà essere durissima.
SANDRO BARTOLOMEO E LUIGI DE SANTIS
CONSIGLIERI COMUNALI DEL PARTITO DEMOCRATICO